Pedalare con le emorroidi si puo, ma serve buon senso. La sella sbagliata e la posizione scorretta aumentano la pressione perineale fino al doppio rispetto a un setup corretto. Con una sella a scarico centrale, un fondello di qualita e qualche accorgimento sulla posizione, il ciclismo puo addirittura migliorare la circolazione pelvica. Qui ti spiego come fare, partendo dai dati e da quello che vedo ogni settimana nel mio studio.
La bicicletta causa le emorroidi? Facciamo chiarezza
Il 57% dei ciclisti presenta una qualche forma di malattia emorroidaria. Il dato viene da un questionario pubblicato nel 2024 su PMC che ha analizzato le abitudini sportive di centinaia di atleti, mettendo il ciclismo tra gli sport con la maggiore incidenza. Fa impressione, lo so. Ma il numero va letto con calma.
Le emorroidi non nascono dalla bici. Sono cuscinetti vascolari che tutti abbiamo dalla nascita, e si infiammano per una combinazione di fattori: predisposizione genetica, stitichezza cronica, dieta povera di fibre, stare seduti troppe ore al giorno davanti a un computer. Una review su Frontiers in Surgery (2021) ha analizzato i fattori di rischio della malattia emorroidaria e il quadro e chiaro: la sedentarieta pesa piu dell’attivita fisica. Chi non si muove rischia di piu rispetto a chi pedala.
Nel mio studio vedo tanti ciclisti convinti che la bici sia la causa unica del problema. A occhio, il 70% di loro aveva gia fastidi prima di salire in sella per la prima volta. La bici non ha creato le emorroidi. Le ha fatte notare. Che e una cosa molto diversa. Il ciclismo mette pressione su una zona gia vulnerabile, e se la sella e sbagliata o la posizione e storta, il disagio si amplifica. Ma dare la colpa alla bici e come dare la colpa alle scarpe per un’unghia incarnita che c’era gia da mesi. Non ha senso.
E poi c’e un fatto che nessuno racconta: la pedalata regolare migliora il ritorno venoso nella zona pelvica. Significa che il sangue circola meglio, la stasi venosa si riduce e i cuscinetti emorroidari lavorano in condizioni migliori. Il ciclismo, se fatto bene, e parte della soluzione. Non del problema. Il problema e la pressione perineale nel ciclismo quando il setup non e corretto.

Cosa succede alla zona perineale quando pedali
La sella comprime. Punto. Ogni volta che ti siedi, il tuo peso si scarica su una superficie ridicolmente piccola. Parliamo di pochi centimetri quadrati che devono sostenere 60, 70, 80 chili. E quella superficie coincide esattamente con la zona dove passano vasi sanguigni, nervi e le emorroidi.
Uno studio di Lowe e colleghi del 2004 ha misurato la pressione perineale su diversi modelli di sella con sensori dedicati. Il risultato? La classica sella da corsa con naso stretto genera il doppio della pressione rispetto a una sella senza naso prominente. Il doppio. Non il 20% in piu. Il doppio. E stiamo parlando di selle che milioni di ciclisti usano ogni giorno senza pensarci.
Un lavoro piu recente di Thompson e colleghi (2023) ha testato cinque categorie di selle: comfort, fitness, fitness gel, racing e performance. Le selle fitness con gel hanno registrato la pressione perineale piu bassa in assoluto. Le selle racing, le peggiori. Capita che il ciclista compri la sella piu costosa pensando che sia la migliore, e invece e quella che gli fa piu danno.
Quando faccio il pressure mapping durante una sessione sulla posizione corretta sulla bici, vedo subito dove il ciclista appoggia male. Spesso il peso e tutto sulla punta della sella, con la zona perineale schiacciata e le ossa ischiatiche che non lavorano. Basta spostare la sella di un centimetro indietro e la mappa di pressione cambia radicalmente. Un centimetro. Roba da niente, ma che fa la differenza tra pedalare col fastidio e pedalare sereni.
Sella, fondello e posizione: il trittico che cambia tutto
Nove volte su dieci il problema e la sella. Non il ciclismo in se, non le emorroidi come condizione, non la genetica sfortunata. La sella. E magari il ciclista la usa da tre anni convinto che sia perfetta perche costava 150 euro e l’amico gliela aveva consigliata.

La sella giusta non e quella col buco piu grande
Il mercato e pieno di selle con lo scarico centrale, il famoso “buco”. E la direzione corretta, su questo non si discute. Ma non basta comprare la prima sella col buco che trovi su Amazon. La larghezza della sella deve corrispondere alla distanza tra le tue ossa ischiatiche. Se e troppo stretta, il peso finisce tutto sulla zona morbida del perineo. Se e troppo larga, le cosce sfregano e crei irritazione a ogni pedalata.
Io uso selle a scarico centrale per quasi tutti i clienti con problemi perineali. Ma il canale o il buco da soli non risolvono nulla se la sella e larga 130 mm e le ischiatiche distano 150. La guida alla sella giusta parte sempre dalla misurazione, mai dal catalogo. Sempre.
Il fondello: non risparmiare qui
Un fondello di qualita assorbe vibrazioni e micro-urti che la sella da sola non riesce a gestire. Gel o schiuma ad alta densita: entrambi funzionano, ma il gel si adatta meglio su uscite lunghe oltre le due ore. Il fondello economico da 20 euro e soldi buttati. Questa roba fa la differenza tra pedalare con fastidio costante e pedalare senza pensarci.
E dopo ogni uscita, via i pantaloncini sudati subito. Non “dopo la doccia”. Subito. L’umidita e il calore sono nemici della zona perineale, e creare un ambiente caldo-umido per mezz’ora in piu e il modo migliore per peggiorare qualsiasi irritazione. Magari ti sembra esagerato, ma chi ha avuto problemi sa di cosa parlo.
Posizione in sella e arretramento
Se la sella e troppo avanzata, il peso si sposta sulla punta e la pressione perineale esplode. Anche l’inclinazione della sella conta: una sella col naso puntato verso il basso sembra piu comoda al primo impatto, ma spinge il bacino in avanti e peggiora tutto. La regola e sella in piano o con il naso leggermente abbassato, massimo 2 gradi. Non di piu.
Spesso basta una visita biomeccanica per risolvere anni di fastidi. Non e una spesa, e un investimento che si ripaga dalla prima uscita. Arretramento, altezza e inclinazione cambiano tutto in dieci minuti di regolazione. E non serve tornare ogni mese: una volta che la posizione e corretta, resta corretta.
Quando fermarsi e quando si puo pedalare
Mi ha scritto un ciclista dopo un’emorroidectomia. Voleva sapere se poteva fare la granfondo tre settimane dopo l’intervento. La risposta e no. Senza discussione. Il lavoro di Sauper e colleghi (2007) ha documentato come il microtrauma ripetuto dalla vibrazione della sella nei mountain biker professionisti porti a infiammazione cronica dello sfintere anale, con pressioni sfinteriche significativamente piu alte rispetto al gruppo di controllo. Se il tessuto e gia danneggiato da un intervento, rimetterci pressione sopra e il modo piu sicuro per non guarire mai.
Mi capita spesso che arrivino ciclisti che hanno pedalato nonostante il dolore per settimane intere. Sbagliato. Se hai emorroidi in fase acuta con sanguinamento, gonfiore evidente o dolore vero, fermati. Non una pausa di un giorno. Fermati finche il sintomo non rientra del tutto, e fatti vedere da un proctologo prima di risalire in sella. La bici non scappa.
Per chi ha avuto un intervento chirurgico alle emorroidi, il protocollo e chiaro: niente sella per almeno 4-6 settimane, poi ripresa graduale con uscite brevi su sella morbida a scarico centrale. Ma ogni caso e diverso, e il chirurgo che ha operato deve dare il via libera. Non il forum online, non l’amico che “ha fatto uguale e dopo due settimane gia pedalava”.
Se le emorroidi sono di grado lieve, senza dolore acuto, si puo pedalare tranquillamente. Con una sella adeguata, un fondello serio e alzandosi sui pedali ogni 15-20 minuti per scaricare la pressione. E niente uscite da 5 ore: meglio sessioni piu corte e frequenti che maratone sulla sella.
Prevenzione a lungo termine: dieta, idratazione e abitudini

Le fibre contano piu della sella. Puoi avere il setup perfetto in bici, il fondello da 200 euro e la sella su misura, ma se vai in bagno una volta ogni tre giorni spingendo come se stessi facendo uno squat, le emorroidi tornano. La stitichezza cronica e il primo nemico, e su questo la letteratura scientifica non ha dubbi.
E non e mica complicato cambiare le cose. Frutta, verdura, legumi, cereali integrali. Ogni giorno, non una volta a settimana. Acqua: almeno un litro e mezzo al giorno fuori dall’allenamento, di piu quando pedali con il caldo. I cibi da tenere sotto controllo sono pochi ma chiari:
- Peperoncino e spezie forti: irritano la mucosa intestinale e peggiorano il bruciore
- Alcol in eccesso: dilata i vasi sanguigni e peggiora il gonfiore
- Fritti e ultra-processati: rallentano il transito e favoriscono la stitichezza
- Troppa caffeina: disidrata e puo indurire le feci se non bevi abbastanza
Ma la prevenzione migliore resta il movimento regolare. Il ciclismo moderato, 30-60 minuti per 3-5 volte a settimana, migliora il flusso sanguigno nella zona pelvica e riduce la stasi venosa. E poi c’e il beneficio che nessuno considera: pedalare aiuta la motilita intestinale. Chi pedala regolarmente va in bagno con piu regolarita, e questo da solo riduce enormemente il rischio di recidiva. La bici non e il nemico. La bici fatta male si. E chi ti dice che devi smettere di pedalare per colpa delle emorroidi, nella stragrande maggioranza dei casi, ti sta dando un consiglio sbagliato.
Un’altra cosa che non viene mai detta: l’igiene post-corsa e il 50% della prevenzione. Togliti i pantaloncini appena scendi dalla bici, lavati con acqua tiepida e sapone neutro, e asciuga bene la zona. Niente salviette profumate, niente saponi aggressivi. La pelle del perineo e delicata e reagisce male ai prodotti chimici. Se dopo un’uscita senti prurito o bruciore, un bagno tiepido di 10-15 minuti puo fare miracoli. Roba semplice, che pero quasi nessuno fa con costanza.
E se ti stai chiedendo “ma allora lo stretching aiuta?”, la risposta e si, ma non nel modo che pensi. Esercizi per il pavimento pelvico migliorano il tono muscolare della zona e favoriscono il flusso sanguigno locale. Non servono sessioni lunghe: 5 minuti al giorno di contrazioni e rilascio, tipo Kegel, fanno la differenza nel tempo. Niente di complicato, niente attrezzi. Solo costanza.
Domande frequenti
Si puo andare in bici con le emorroidi?
Si, se le emorroidi non sono in fase acuta con dolore forte o sanguinamento. Serve una sella con scarico centrale, un fondello di qualita e pause regolari per alzarsi sui pedali ogni 15-20 minuti. Se i sintomi sono severi, fermati e consulta un proctologo prima di risalire in sella.
Quale sella scegliere per chi soffre di emorroidi?
Una sella con scarico centrale (canale o foro) e larghezza adeguata alla distanza tra le ossa ischiatiche. Le selle con gel integrato o imbottitura extra non servono se la larghezza e sbagliata. La misurazione delle ischiatiche e il primo passo obbligato.
La bicicletta peggiora le emorroidi?
Puo peggiorare i sintomi se la sella e inadeguata, la posizione scorretta o si pedala durante una fase acuta. Ma il ciclismo moderato con un setup corretto migliora la circolazione pelvica e riduce la stasi venosa. Non e la bici il problema, e come la usi.
Quanto tempo aspettare per pedalare dopo un intervento alle emorroidi?
Minimo 4-6 settimane dopo un intervento chirurgico, con ripresa graduale su sella morbida e uscite brevi. Il via libera deve arrivare dal chirurgo che ha eseguito la procedura, non da forum o conoscenti.
Quali rimedi usare dopo un’uscita in bici se sento fastidio?
Bagno tiepido di 10-15 minuti per ridurre il gonfiore, oppure impacco freddo avvolto in un panno. Togli subito i pantaloncini sudati e lava la zona con acqua tiepida e sapone neutro. Se il fastidio dura piu di un giorno, vai dal medico.
Il ciclismo indoor su rulli o spinning e meglio o peggio per le emorroidi?
Rulli e spinning possono essere peggio perche si tende a restare seduti piu a lungo senza alzarsi sui pedali. La posizione e fissa e la pressione perineale costante. Imposta un timer per alzarti ogni 10-15 minuti e usa una sella con scarico centrale anche indoor.
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