La posizione corretta in bici da corsa si costruisce partendo dalla sella: altezza (coefficiente 0,883 per la misura del cavallo), arretramento (filo a piombo sulla rotula) e inclinazione in bolla. Poi si passa al manubrio, regolando distanza e dislivello, e alle tacchette, con l’asse tra primo e quinto metatarso. Ogni regolazione va verificata pedalando, non a bici ferma.
Da dove partire: la sequenza giusta per regolare la bici
La regolazione della bici non si improvvisa. Eppure la maggior parte dei ciclisti fa proprio questo: tocca un po’ la sella, poi il manubrio, poi torna alla sella perche qualcosa non torna. Nel mio studio il primo errore che vedo e gente che modifica tutto insieme, senza un ordine preciso. Il risultato? Peggiorano la situazione invece di migliorarla.
La sequenza corretta parte sempre dalla sella: prima l’altezza, poi l’arretramento, poi l’inclinazione. Solo dopo si passa al manubrio (distanza e altezza) e infine alle tacchette. Non e mica un capriccio: ogni parametro influenza quelli successivi. Se cambi la distanza del manubrio prima di aver fissato la sella, stai costruendo su fondamenta instabili. E perdi tempo.
Altezza della sella: il parametro che cambia tutto
A occhio, il 70% dei ciclisti che arrivano nel mio studio ha la sella sbagliata di almeno 1 cm. Un centimetro sembra poco, ma su 5000 pedalate all’ora il ginocchio se ne accorge. L’altezza della sella e il parametro da cui partire sempre, in qualsiasi regolazione. Sbagliare qui significa sbagliare tutto il resto.
Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Sports Sciences (2024) ha confermato che l’angolo del ginocchio al punto morto inferiore deve stare tra 25 e 35 gradi per bilanciare potenza e sicurezza articolare. Sotto i 25 gradi la sella e troppo alta, sopra i 35 e troppo bassa. Il metodo LeMond funziona come punto di partenza, ma non e il vangelo. E adesso ti spiego perche.
Il metodo LeMond e il test del tallone
Il calcolo e semplice: misuri il cavallo (distanza pavimento-inguine, a piedi nudi, con un libro premuto tra le gambe) e moltiplichi per 0,883. Il risultato e la distanza dal centro del movimento centrale alla parte superiore della sella, misurata lungo il tubo piantone. Con un cavallo di 84 cm, per esempio, ottieni circa 74,2 cm. Per calcolare l’altezza della sella in modo piu preciso, puoi usare anche il test del tallone: seduto in sella con il tallone sul pedale al punto morto inferiore, la gamba deve risultare completamente distesa. Se il bacino oscilla di lato, la sella e troppo alta.
I segnali di una sella regolata male sono chiari:
- Troppo alta: dolore dietro il ginocchio, bacino che dondola, sensazione di doverti allungare per raggiungere il pedale
- Troppo bassa: dolore davanti al ginocchio, gambe pesanti, potenza ridotta
- Inclinata in avanti: scivoli in punta, pressione eccessiva sulle mani
- Inclinata indietro: pressione perineale, fastidio dopo 30 minuti

Arretramento della sella e inclinazione
Mi capita spesso di vedere selle avanzate di 2 cm perche “cosi si spinge di piu”. Sbagliato. L’arretramento della sella determina dove cade il ginocchio rispetto all’asse del pedale, e questo cambia tutta la distribuzione del peso tra sella, manubrio e pedali.
Uno studio pubblicato sul Journal of Biomechanics (2022) ha dimostrato che la posizione delle anche rispetto ai pedali influisce direttamente sull’efficacia meccanica della pedalata. Una posizione troppo avanzata sovraccarica il quadricipite e le ginocchia, mentre una troppo arretrata costringe i muscoli posteriori della coscia a lavorare in modo innaturale. La posizione della sella influenza direttamente quali muscoli allena la bicicletta e in che proporzione. Magari pensi che 5 mm non facciano differenza, ma sulla distanza sella-manubrio quei millimetri cambiano la sensazione in sella in modo percepibile.
La lunghezza del femore conta parecchio qui. Chi ha femori lunghi rispetto al busto tende ad aver bisogno di un arretramento maggiore. Chi ha femori corti puo stare piu avanti. Non e una regola fissa, ma un punto di partenza che nel mio studio funziona nel 90% dei casi.
Il filo a piombo: come usarlo davvero
Metti la pedivella in posizione orizzontale, ore 3. Appoggia un filo a piombo sulla parte anteriore della rotula e lascialo cadere. Il filo dovrebbe passare per l’asse del pedale o leggermente dietro. Se cade davanti, la sella e troppo avanti. Se cade molto dietro, e troppo arretrata. Non serve una precisione millimetrica con questo metodo, ma ti da un riferimento solido per partire. Poi pedali e senti.
Per l’inclinazione della sella, la regola e semplice: mettila in bolla, parallela al terreno. Se senti pressione perineale, inclinala in avanti di 1-2 gradi al massimo. Di piu e scivoli. La pressione perineale e anche la prima causa di disagio per chi soffre di emorroidi in bicicletta.
Manubrio: distanza, altezza e larghezza
Il manubrio basso non ti rende piu veloce se non hai la flessibilita per stare li. E questo e il punto che la maggior parte dei ciclisti non vuole sentirsi dire. Nel mio studio, quando alzo il manubrio di 1-2 cm a chi ha dolore cervicale o tensione alle spalle, il problema sparisce nel 90% dei casi. Ma poi tornano dicendo “pero i pro stanno piu bassi”. Si, i pro hanno anche una flessibilita che tu non hai.
Una revisione sistematica sugli effetti posturali del ciclismo (2022) ha documentato che la cifosi lombare aumenta quando il manubrio e piu basso e piu lontano dalla sella. Tradotto: piu ti allunghi in avanti, piu la schiena si curva in modo innaturale. E la schiena curva significa meno potenza, non di piu, perche il diaframma non lavora bene e la respirazione si riduce.
I parametri da considerare sono:
- Dislivello sella-manubrio: per un amatore, 2-4 cm. I professionisti arrivano a 8-10 cm, ma con anni di adattamento
- Lunghezza dell’attacco: un attacco piu corto avvicina il manubrio e rende la posizione piu compatta
- Larghezza del manubrio: deve corrispondere alla larghezza delle spalle, misurata tra gli acromion
- Gomiti: devono restare leggermente flessi, mai bloccati in estensione
Capita che mi chiedano “ma come faccio a capire se il manubrio e alla distanza giusta?”. Il test piu rapido: quando sei sulle leve freno, i gomiti devono essere morbidi, le spalle basse e rilassate. Se senti tensione al collo dopo 30 km, il manubrio e troppo basso o troppo lontano. Punto.
Gara vs granfondo: due setup diversi
Un ciclista da competizione cerca aerodinamica: manubrio basso, attacco lungo, busto quasi orizzontale. Un granfondista cerca comfort sulle lunghe distanze: manubrio piu alto, attacco piu corto, angolo del busto piu aperto. Non esiste una posizione universale. Io consiglio sempre di partire da una posizione comoda e abbassare gradualmente, 5 mm alla volta, dando al corpo settimane per adattarsi. Mai copiare la posizione di qualcun altro. Se poi pedali anche in fuoristrada, il discorso cambia parecchio: ho scritto una guida dedicata alla biomeccanica MTB e posizionamento in sella. Per chi pedala su gravel, le differenze rispetto alla strada sono altrettanto importanti: le trovi nella guida alla biomeccanica bici gravel.

Tacchette: il collegamento tra piede e pedale
Sai dove appoggiano i piedi sui pedali adesso? La maggior parte dei ciclisti non lo sa. E questa roba delle tacchette e il parametro piu sottovalutato di tutti. La gente spende ore a regolare la sella e non tocca mai le tacchette. Poi si lamenta di formicolii al piede o dolore al lato del ginocchio.
Uno studio pilota sull’Idmatch Bike Fitting (2025) ha mostrato che modifiche significative nella posizione delle tacchette sono associate a miglioramenti misurabili nella potenza di soglia (FTP) e nella coppia media. La regolazione delle tacchette non e un dettaglio: e un parametro che influisce su tutta la catena cinetica dalla caviglia all’anca.
La posizione corretta della tacchetta e con l’asse tra la testa del primo metatarso e la testa del quinto metatarso. Per trovarli, palpa i due ossi sporgenti ai lati dell’avampiede e segna il punto sulla scarpa con un pennarello. L’asse della tacchetta deve passare tra questi due punti. Per la rotazione, rispetta l’angolo naturale del piede: non forzare i piedi paralleli se non lo sono. Le tacchette con flottaggio (Look gialle 4,5 gradi, Shimano gialle 6 gradi) aiutano, ma non sostituiscono una regolazione iniziale fatta bene.
Un consiglio pratico: dopo aver montato le tacchette, fai un’uscita di 30-40 km su percorso piano. Se a meta uscita senti bruciore sotto l’avampiede, le tacchette sono troppo avanti. Se senti tirare il tendine d’Achille, sono troppo indietro. Il corpo ti parla, basta ascoltarlo. E se il problema persiste, valuta anche il tipo di soletta nella scarpa: le solette in fibra di carbonio possono migliorare la stabilita dell’appoggio e la distribuzione delle pressioni sotto l’avampiede.

Quando il fai-da-te non basta: la visita biomeccanica
Arriviamo al punto. Tutto quello che hai letto fin qui ti permette di ottenere una regolazione di base ragionevole. Per il 60% dei ciclisti, basta. Per il restante 40%, no.
Il corpo umano e asimmetrico. Differenze nella lunghezza delle gambe anche di soli 5 mm generano asimmetrie nel movimento del bacino che, su migliaia di pedalate, provocano sovraccarichi seri. Una limitata flessibilita delle anche impedisce la corretta rotazione del bacino in avanti, costringendo a compensare con una cifosi lombare che a lungo andare crea problemi. Capita che un ciclista pedali per anni con compensi posturali senza rendersene conto, fino a quando il dolore diventa cronico.
Dopo 20 anni di visite biomeccaniche, te lo dico chiaro: se hai dolori ricorrenti che non si risolvono con le regolazioni autonome, se hai cambiato bici o sella e non trovi la posizione, o se vuoi migliorare la prestazione senza aumentare il carico di allenamento, ti serve un’analisi video in movimento. Non basta un metro e un filo a piombo. Servono sensori, pedane di pressione e un occhio esperto che veda quello che tu non puoi vedere. E non dimenticare che anche cosa indossare in bici influisce sul comfort in sella.
La visita biomeccanica non e una spesa. E il miglior investimento che puoi fare per le tue ginocchia. Ma tutto parte dalla scelta di un telaio della misura giusta: se non sai da dove cominciare, leggi la guida su come scegliere la taglia della bici da corsa.
Domande frequenti sulla posizione in bici da corsa
Come capire se la sella è troppo alta o troppo bassa?
Se la sella è troppo alta, senti dolore dietro il ginocchio e il bacino oscilla durante la pedalata. Se è troppo bassa, il dolore si sposta davanti al ginocchio e le gambe si affaticano prima. Il controllo più rapido è il test del tallone: con il tallone sul pedale al punto morto inferiore, la gamba deve essere completamente distesa senza che il bacino si inclini di lato.
Quanto costa una visita biomeccanica per bici da corsa?
In Italia una visita biomeccanica completa costa mediamente tra 150 e 300 euro, a seconda del professionista e degli strumenti utilizzati. Il prezzo varia in base alla durata della sessione (da 1 a 3 ore) e al tipo di analisi: le visite con sistema di motion capture 3D costano di più rispetto a quelle con sola analisi video.
Ogni quanto va controllata la posizione in sella?
Almeno una volta all’anno, oppure ogni volta che cambi un componente (sella, scarpe, pedali, attacco manubrio), dopo un infortunio, o se compaiono dolori nuovi. Anche variazioni di peso corporeo di 5 kg o più possono richiedere un aggiustamento, perché cambia la distribuzione della massa e la flessibilità.
La posizione deve cambiare con l’età?
Sì. Con il passare degli anni la flessibilità diminuisce, soprattutto a livello delle anche e della catena posteriore. Un ciclista che a 30 anni stava comodo con un dislivello sella-manubrio di 6 cm, a 50 potrebbe aver bisogno di ridurlo a 3-4 cm. Rialzare il manubrio e accorciare l’attacco sono le modifiche più comuni legate all’età.
Posso regolare la bici da solo o serve un professionista?
Per una regolazione di base (altezza sella, arretramento, inclinazione) il fai-da-te funziona nella maggior parte dei casi. Serve un biomeccanico quando hai dolori ricorrenti che non si risolvono, asimmetrie corporee, hai cambiato bici e non trovi la posizione, o vuoi ottimizzare la prestazione su parametri che richiedono analisi video in movimento.
Che angolo deve avere il ginocchio quando pedalo?
Al punto morto inferiore della pedalata, l’angolo al ginocchio deve essere compreso tra 25 e 35 gradi di flessione. Sotto i 25 gradi la sella è troppo alta e si rischia di sovraccaricare i tendini posteriori. Sopra i 35 gradi la sella è troppo bassa e il quadricipite lavora in modo inefficiente, con rischio di dolore rotuleo.

MI PIACEREBBE CONOSCERE UNA PERSONA COMPETENTE NELLA BIOMECCANICA PER STARE MEGLIO IN BICICLETTA.
SALUTI ORESTE FRAZZONI
Do la possibilità a tutti di confrontarsi con me. Nella sezione “contatti” c’è: mail, telefono e tutte le sedi dove possiamo prendere un appuntamento. non esiti a contattarmi
Saluti Dott. Pasquale De Stefano
Salve buona sera, comincio col dire che sono un neofita nel settore bici. Ho acquistato una bici da corsa taglia m. Io sono alto 1,75, volevo capire un po’ di parametri per evitare di farmi male. Perché dopo tre uscite ho avvertito dolore ad un gomito, le dita del piede sx si addormentano e non riesco a posizionare perfettamente la sella, cioè la faccio su e giù di continuo. Se potrebbe darmi qualche dritta. La ringrazio
Buonasera, Grazie per avermi contattato anche in privato. Sono contento di poterti accogliere alla mia sede di Salerno per poter effettuare l’analisi biomeccanica e risolvere tutti i problemi che mi hai elencato.
Vorrei un parere dopo mezz’ora forse più mi si addormentano le braccia mi potresti consigliare dove sbaglio
Salve, si dovrebbe calcolare la lunghezza dell’attacco e l’inclinazione del manubrio, poiché sono elementi fondamentali per la comodita’ e il lavoro delle braccia in bicicletta. Sia su bici da corsa che su MTB.