Per allenarsi in bici da corsa con risultati concreti serve un piano che alterni uscite lunghe a bassa intensita (circa l’80% del volume totale) con sessioni mirate di forza e intervalli ad alta intensita (il restante 20%). La base aerobica viene prima di tutto. Tre-quattro uscite a settimana, progressione del 10% sul volume, una settimana di scarico ogni tre di carico: questa e la struttura che funziona, dal principiante al ciclista con anni di sella nelle gambe.

Perche il fondo lento conta piu di quello che pensi
Pedalare piano e difficile. Lo so, sembra un controsenso. Ma nel mio studio vedo ciclisti che escono tre volte a settimana, sempre a tutta, e dopo un anno sono allo stesso punto. Se ti chiedi quante volte a settimana allenarsi in bicicletta, la risposta parte proprio da qui: non dal numero di uscite, ma da come le organizzi. Quando li metto su un piano dove l’80% delle ore e in zona 1-2, in due mesi la FTP sale del 5-8%. Non e magia, e fisiologia pura.
Uno studio di Stoggl e Sperlich (2014) ha confrontato quattro modelli di allenamento su atleti di endurance. Il gruppo che seguiva il modello polarizzato ha ottenuto un aumento del VO2peak dell’11,7% e del tempo a esaurimento del 17,4%. Il gruppo “soglia” non ci si e nemmeno avvicinato. Il fondo lento costruisce la rete capillare nei muscoli, migliora l’efficienza dei mitocondri e insegna al corpo a bruciare grassi come carburante primario, un aspetto chiave per chi vuole dimagrire andando in bicicletta. Sono le fondamenta. Se ti interessa sapere quante calorie si bruciano in bicicletta a seconda del tipo di uscita, i numeri confermano che il fondo lento non e affatto tempo sprecato. Senza quelle basi, ogni lavoro di intensita in bici da corsa crolla dopo pochi minuti.
Per chi inizia, il piano e semplice: 3 uscite a settimana da 30-40 km, tutte a un ritmo che ti permette di parlare senza affanno. Se non riesci a finire una frase, stai andando troppo forte. Punto. La progressione segue la regola del +10% settimanale sul volume totale. Non e mica un suggerimento, e il limite che protegge tendini e articolazioni da sovraccarichi. Dopo 6-8 settimane di fondo costante noterai che la frequenza cardiaca a parita di velocita si abbassa. Quello e il segnale che il motore aerobico sta crescendo davvero.
Forza specifica: SFR, partenze e palestra
Otto settimane di SFR costanti valgono 15-20 watt. Su una salita di 30 minuti, quei watt significano 1-2 minuti di vantaggio. La forza specifica sui pedali e il moltiplicatore che trasforma un buon motore aerobico in prestazione reale. Senza forza pedali leggero, con la forza pedali veloce. Se pedali anche in fuoristrada, i principi sono simili ma con differenze importanti: qui trovi la guida dedicata su come allenarsi in MTB.
SFR: il re degli esercizi in salita
Le SFR si eseguono su salite con pendenza del 4-6%, pedalando a 40-50 RPM con un rapporto duro. Ogni ripetizione dura 5-8 minuti, recupero in discesa. Parti con 3 ripetizioni e sali fino a 5-6 nel giro di qualche settimana. La chiave e tenere il busto stabile e spingere con tutta la gamba, dal gluteo al polpaccio. Scegli una salita che conosci e usala come palestra a cielo aperto: avere un riferimento costante ti permette di misurare i progressi settimana dopo settimana.
Mi capita spesso di ricevere ciclisti con dolore al ginocchio che fanno SFR con la sella troppo bassa. Prima sistemi la posizione, poi alleni la forza. Se il ginocchio si flette troppo al punto morto inferiore, ogni pedalata a bassa cadenza diventa una martellata sulla rotula. Non scherzo: ho visto gente rovinarsi mesi di preparazione per una sella 5 mm troppo bassa. E un errore che si paga caro.

Palestra e core: il lavoro che non vedi
Il lavoro in palestra per un ciclista si concentra su pochi esercizi che contano:
- Squat: quadricipiti e glutei, i motori della pedalata
- Affondi: stabilita mono-podalica, replica il gesto sui pedali
- Stacchi rumeni: catena posteriore, quasi sempre trascurata nei ciclisti
- Plank: un core solido stabilizza il bacino e previene dispersioni di energia
Due sessioni a settimana da 40-50 minuti bastano nel periodo invernale. Durante la stagione, una sola di mantenimento. Tutta questa roba del “i ciclisti non devono fare palestra” e vecchia: i professionisti la fanno tutti, e chi pedala 6-8 ore a settimana ne ha bisogno pure di piu per evitare squilibri muscolari.
Distribuire l’intensita: la regola 80/20
Luca viene nel mio studio, pedala 4 volte a settimana, sempre in zona 3. “Faccio il medio” mi dice. Dopo 8 mesi, la sua FTP non si e mossa di un watt. Il problema e semplice: la zona 3 e terra di nessuno. Troppo forte per costruire base aerobica, troppo debole per stimolare adattamenti di soglia. E il peggior investimento che puoi fare col tuo tempo in sella. Su questo non ho dubbi.
Uno studio di Neal e colleghi (2013) lo ha dimostrato su ciclisti allenati: dopo 6 settimane, il gruppo con distribuzione polarizzata ha migliorato il picco di potenza dell’8% contro il 3% del gruppo soglia, e la soglia del lattato del 9% contro il 2%. La differenza e brutale. A occhio, il 70% degli amatori che seguo non ha mai fatto un test FTP serio. Pedalano a sensazione e sprecano meta delle uscite in quella zona grigia che non costruisce niente di buono. Se hai un power meter, qui spiego come allenarsi con il misuratore di potenza usando le zone giuste.
| Zona | % FCmax | Sensazione | Scopo |
|---|---|---|---|
| Z1 | 50-60% | Molto leggero | Recupero attivo |
| Z2 | 60-70% | Puoi parlare | Base aerobica |
| Z3 | 70-80% | Parli a fatica | Fondo medio (poco utile se isolato) |
| Z4 | 80-90% | Solo parole singole | Soglia, intervalli |
| Z5 | 90-100% | Non parli | VO2max, sprint |

E allora come si applica la regola 80/20 nella pratica? Su 10 ore settimanali, 8 le pedali in Z1-Z2 e 2 le dedichi a lavori veri in Z4-Z5. La zona 3 la attraversi come transizione, mai come obiettivo. Puoi migliorare velocemente in bicicletta anche pedalando piano, perche il corpo lavora su adattamenti che non senti ma che pesano: densita mitocondriale, volume di gittata cardiaca, efficienza metabolica. Roba che si accumula mese dopo mese.
Come organizzare la settimana (e la stagione)
Quante ore hai? Questa e la prima domanda seria. Un piano da 12 ore settimanali non funziona se ne hai 6. Magari vorresti fare 5 uscite, ma tra lavoro e famiglia ne piazzi 3. Va bene cosi: con 3 uscite mirate puoi ottenere piu di chi ne fa 5 a casaccio senza un piano. Se stai valutando di farti seguire, leggi la guida su quanto costa un piano di allenamento per ciclisti per orientarti tra le varie opzioni.
| Giorno | Allenamento | Durata | Zona |
|---|---|---|---|
| Lunedi | Riposo o stretching | – | – |
| Martedi | SFR: 4×6 min + fondo | 1h30 | Z2-Z4 |
| Mercoledi | Palestra (squat, core) | 50 min | Media |
| Giovedi | Fondo con lavori cadenza | 1h30 | Z1-Z2 |
| Venerdi | Intervalli 40-20 (3 serie) | 1h15 | Z4-Z5 |
| Sabato | Fondo medio con variazioni | 2h | Z2-Z3 |
| Domenica | Uscita lunga | 2h30-3h | Z2 |
Questa e una settimana tipo per un ciclista intermedio con 8-10 ore disponibili. Ma il vero salto di qualita lo fa la periodizzazione stagionale. Una revisione sistematica di Flores-Cohaila e colleghi (2023) ha analizzato i modelli di periodizzazione nei ciclisti allenati: sia la block periodization che quella tradizionale migliorano VO2max e soglie, senza che un modello risulti nettamente superiore su periodi di 8-12 settimane. Quello che conta e avere una struttura, non quale struttura scegli. Per una panoramica completa sulla preparazione atletica nel ciclismo, dai periodizzazione alla forza, trovi tutto nella guida dedicata.
La stagione si divide in 4 blocchi: base (novembre-gennaio, tanto volume basso e palestra), costruzione (febbraio-marzo, inserisci SFR e intervalli), picco (aprile-giugno, massima specificita), mantenimento e gare (luglio-settembre). Ogni 3 settimane di carico, una di scarico con volume ridotto del 30-40%. Se hai poco tempo, concentra i lavori di qualita nel martedi e venerdi, riduci la lunga a 2 ore e sfrutta i rulli indoor per sessioni brevi ma precise sotto la settimana. Anche 30 minuti di intervalli sui rulli valgono piu di un’uscita da 2 ore senza direzione. Chi mi dice “non ho tempo” di solito ha tempo: gli manca un piano che funzioni con le ore che ha.
Errori che vedo ogni settimana nel mio studio
Sbagli piu di quanto credi. Dopo anni con ciclisti di ogni livello, questi sono gli errori che si ripetono con una regolarita che non smette di sorprendermi.
Troppa intensita, zero base. Il desiderio di migliorare in fretta porta molti a infilare intervalli e soglia senza avere costruito il motore aerobico. Il risultato? Stanchezza cronica, performance che calano, rischio concreto di ritrovarsi coi segnali del sovrallenamento. Ho una regola netta: se non riesci a pedalare 2 ore in Z2 senza crollare, non sei pronto per l’HIIT. Basta.
Mai una settimana di scarico. Il corpo non migliora durante lo sforzo. Migliora durante il riposo. Senza scarichi programmati accumuli fatica e basta. Nel mio studio misuro la variabilita della frequenza cardiaca: quando scende sotto una certa soglia, so che il ciclista sta tirando la corda. E quasi sempre e uno che non ha mai scaricato in vita sua.
Posizione in sella trascurata. Puoi avere il miglior piano del mondo, ma se la sella e 5 mm troppo alta o il manubrio troppo lontano, sprechi watt e ti fai male. Io lo dico sempre: prima la posizione, poi l’allenamento. Mai il contrario.
Stesso percorso, stesso ritmo, ogni santa uscita. Il corpo si adatta in fretta agli stimoli ripetitivi. Se fai sempre la stessa strada alla stessa andatura, dopo un mese smetti di migliorare. Varia tutto: pianura, salita con lavoro mirato, vento, rapporti diversi, cadenze diverse. Mica devi inventarti chissa cosa: basta cambiare il verso del giro abituale e le gambe sentono la differenza.
Recupero, alimentazione e sonno: il triangolo che decide tutto
Una perdita di liquidi pari al 2% del peso corporeo riduce la performance del 10-15%. Un dato che da solo dovrebbe convincerti a portare sempre due borracce. Ma il recupero non e solo acqua e sali.
Il ciclo 3:1 (tre settimane di carico, una di scarico) e la struttura minima per assimilare gli stimoli. Durante lo scarico riduci volume e intensita del 30-40%. Non e pigrizia, e strategia vera. La supercompensazione funziona solo se dai al corpo il tempo di ricostruire quello che l’allenamento ha demolito.
Il sonno e l’arma che tutti sottovalutano. Durante il sonno profondo il corpo rilascia ormone della crescita, ripara i tessuti e consolida gli adattamenti neurologici. Punta a 7-9 ore a notte con orari regolari. Capita che un ciclista mi dica “mi alleno bene ma non miglioro” e quando gli chiedo quanto dorme la risposta e 5-6 ore. Li sta il problema, non nel piano di allenamento.
La finestra nutrizionale post-allenamento (30-60 minuti dopo lo sforzo) e il momento per assumere carboidrati e proteine in rapporto 3:1. Accelera il ripristino del glicogeno muscolare e avvia i processi di riparazione. Per una guida completa su cosa mangiare prima, durante e dopo l’uscita, ho scritto un approfondimento sulla dieta del ciclista che ti consiglio di leggere. Mangiare bene non e un dettaglio: e il terzo pilastro dell’allenamento in bici da corsa, insieme al carico e al riposo.
Se il tuo obiettivo e una granfondo, tutto quello che hai letto qui sopra va calibrato su distanze e tempi di gara specifici. Ho scritto una guida dedicata su come prepararsi per una granfondo con programma, alimentazione in gara e strategia di ritmo.
Domande frequenti sull’allenamento in bici da corsa
Quante volte a settimana allenarsi in bici da corsa?
Per migliorare davvero servono almeno 3 uscite a settimana. L’ideale per un amatore e 4, con intensita diverse: due facili in Z2, una con lavoro di forza e una con intervalli. Chi riesce a piazzare anche una quinta uscita di recupero attivo vede risultati ancora migliori.
Come si fa un test FTP senza powermeter?
Il metodo piu accessibile e il test dei 20 minuti: dopo un buon riscaldamento, pedala al massimo che riesci a sostenere per 20 minuti su un percorso pianeggiante. La media della frequenza cardiaca di quei 20 minuti, moltiplicata per 0,95, ti da una stima della tua soglia cardiaca. Non e preciso come un test con misuratore di potenza, ma e un buon punto di partenza.
Meglio allenarsi sui rulli o su strada?
I rulli sono perfetti per i lavori strutturati (intervalli, SFR simulate, cadenza) perche elimini variabili come vento e traffico. Ma non sostituiscono la strada, che sviluppa equilibrio, tecnica in curva e capacita di gestire il terreno. La combinazione dei due e la scelta migliore, soprattutto d’inverno.
Quanto tempo serve per vedere risultati dall’allenamento in bici?
I primi adattamenti cardiovascolari arrivano dopo 3-4 settimane di allenamento costante. Per miglioramenti visibili nella performance servono 8-12 settimane di lavoro strutturato. La forza specifica e l’efficienza di pedalata continuano a crescere per mesi se il programma e ben costruito.
Si puo migliorare in bici pedalando solo nel weekend?
Due uscite lunghe nel weekend senza niente in settimana danno risultati limitati. Il corpo risponde alla frequenza degli stimoli, non alla singola impresa. Se proprio non hai tempo infrasettimanale, aggiungi almeno 2 sessioni da 30-40 minuti sui rulli: fanno una differenza enorme rispetto al solo weekend.
Come allenarsi in bici da corsa d’inverno?
L’inverno e il periodo perfetto per costruire base aerobica e forza. Alterna uscite su strada (quando il meteo lo permette) con sessioni sui rulli e 2 sedute di palestra a settimana. Riduci leggermente il volume e concentrati sulla qualita del lavoro di base. La stagione si prepara da novembre.

Come intensità si intende le pedalate?? Quale numero consigli??
Ciao Alberto, il piano di allenamento descritto è molto approssimativo, per intensità si intende sia la frequenza di pedalate al min sia la potenza espressa. Per strutturare un piano di allenamento dettagliato c’è bisogno di un ciclocomputer Garmin su cui strutturare l’allenamento in base alle soglie ( Zona 1 – 2 – 3 – 4 – 5). Inoltre bisogna tenere in considerazione il grado di allenamento di partenza e l’ obbiettivo da raggiungere.
Grazie ciao